'Signorina, mettiamo caso che c'è solo lei all'anagrafe di Torino. Se lei fa la carta d'identità a tutti i torinesi che non possono farsi la carta d'identità da soli, come fa lei a farsi la carta d'identità? Se se la fa, allora è tra quelli che non se la fanno da soli. Se non se la fa da sola, dal momento che la fa solo a chi non può farsela da solo, vuol dire che se la fa. Ha capito signorina? Se la fa o non se la fa? Come dice? Il Sert era a destra?'
Se la signorina allo sportello ci ragiona sopra le si crea un loop mentale che, una volta uscita, poi chiama paradosso. Tipo:
L'asserzione che segue è falsa.
L'asserzione precedente è vera.
I paradossi sono irrilevanti se devi rifare la carta d'identità? Anche alla voce 'professione'? Come fare se ne resto sedotto e perplesso voglio saperne di più? C'è Wikipedia, che è piena di informazioni. Così piena che ne capisco meno di prima. Allora c'è un libro, Godel, Escher e Bach di D.Hofstadter. Mi sta tirando scemo e illuminato allo stesso tempo - più scemo che illuminato a dirla tutta. Che comunque 'scemo e illuminato' è un altro loop, un'altra identità.
Solo la carta, quella che si rinnova ogni cinque anni, mi sembra sempre la stessa.