Pois

sbalzi di humor
giovedì, 31 maggio 2007

Sbatti il portinaio nello scontro di civiltà.


Alla cortese attenzione della rappresentante Filcams, CGIL, sig.ra Rossata Vladimira.

In seguito al turbamento che mail e messaggi di chat anonimi hanno procurato all'ospite del Residence Paradiso Miriam Culenova, altre due ospiti cattoliche e slovacche, Sucha Culenova e Monica Budjasova accusano direttamente l'ospite iracheno sunnita Kiether Ahmed Hassan chiedendo al receptionist di farsi traduttore tra le parti nonché testimone, avvocato d'accusa, di difesa, GIP, GUP, giudice, PM, confessore, analista e mediatore interculturale - ruoli che ha immancabilmente interpretato nel peggiore dei modi. Riportiamo parzialmente il verbale del receptionist per convincerVi ad usarlo come rappresentante efficace ad impedire variazioni al Contratto Collettivo Nazionale di Categoria come fu sancito da Sua Maestà un re di Savoia:

" Non so per chi parteggiare, tra la santa infangata che probabilmente non è una santa e il maniaco innocentista che probabilmente non è un maniaco: le due mi porgono 'sto foglietto con una frase in lingua italiana su un rapporto sessuale tra una donna e un bambino, che sono invitato a leggere ad alta voce agli astanti e tradurre in inglese. Lede certamente il mio senso morale e strabuzzo gli occhi ma due minuti prima stavo leggendo un quotidiano cosiddetto moderato che condito al circo felliniano che mi son trovato all'improvviso davanti, mi perdonino, ma sputo un sorriso. L'incontro tra le parti trascende subito anche perché all'accusa di messaggi a sfondo sessuale si aggiunge nei confronti dell'ospite Kiether Ahmed Hassan l'accusa di fingere di non sapere l'italiano. Mi è capitato di ironizzare in italiano di fronte a lui anche in merito ai seguaci di Maometto, e se 'sto qui sta fingendo di non sapere l'italiano in tutto questo tempo, signori, è senza dubbio lodabile perché lo fa eccellentemente. Kiether Ahmed Hassan, padre di famiglia con figlio a carico e baffetto sbarazzino, non si riconosce nell'accusa e mi invoca ripetutamente a sua difesa complici i piccoli scambi verbali che abbiamo avuto sulla rava e sulla fava. Difficile starlo a sentire ora: il vistosissimo crocifisso che galleggia tra i grossi seni di Sucha Culenova mi distrae e mi corrompe. Il postino, il difensore in una serie calcistica inferiore, il musicista di strada, il clown avrei preferito fare in quel momento. Ho voglia di una sigaretta, è tardi e i bambini è ora che vadano a nanna: assicuro alle ragazze cattoliche e slovacche che faremo un maggior controllo sulla registrazione di chi accede alla sala pc ma sono dolente per non poter procedere formalmente con un atto d'accusa e a non protrarre oltre il processo e cazzi e mazzi. Suggerisco anche che l'ospite infastidita dai messaggi molesti dovrebbe evitare di leggere tali messaggi, cambiare indirizzo mail e - punto con il dito per raccogliere la loro attenzione - coprirsi maggiormente le grazie senza usarle come reggicrocifisso in quanto gli uomini qui di fronte - e li punto con il dito per raccogliere la loro attenzione - hanno da mesi le mogli a quindicimila chilometri di distanza, una distanza che il loro pene non riesce ancora interamente a coprire. "
postato da: pois alle ore maggio 31, 2007 04:15 | link | commenti (1) | commenti (1)
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lunedì, 28 maggio 2007

Attraversando una città popolosa.



Di quella volta che giunti da poco a Firenze, appena usciti dal pub, ci scambiammo un saluto io e un anziano che andava nella direzione contraria. E' Adriano Sofri, dico per anticipare l'o che tu fai. 'e perché lo saluti?' '...e che ci fa in giro?'. Conclusi che quando c'è di mezzo Adriano Sofri anche salutarlo per strada apre iati incalcolabili.
postato da: pois alle ore maggio 28, 2007 16:15 | link | commenti (3) | commenti (3)
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lunedì, 28 maggio 2007

Uccellin, ti salvo il culo.



E' la seconda mattina di seguito. Apro gli occhi a causa di un batter d'ali e di un miagolio irresistibile. La mia dolce metà ronfa e tocca a me andare in avanscoperta.

Ieri ho cercato di acchiappare una rondinella terrorizzata che svolazzava per la casa, difendendola dai due gatti impazziti. Oggi cercavo uno dei due gatti, che teneva tra le fauci un passerotto. In entrambe le occasioni mi ritrovo poco desto, dopo imprecisati minuti, a tenere la minuscola creatura tra le mani, mi avvicino alla finestra e quella parte senza un saluto. Seguo con lo sguardo il suo volo fin dove mi è consentito e vai a sapere come mi commuovo. Poi mi volto e suggello il momento poetico indirizzando un paio di vaffanculo ai due figli di madre natura, che in risposta sputano piume.



What Jeff killed: le prede decomposte del gatto Jeff, somigliante alla goccia al mio Harold e vivamente sconsigliato ai deboli di stomaco.
postato da: pois alle ore maggio 28, 2007 15:03 | link | commenti (4) | commenti (4)
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venerdì, 25 maggio 2007

Tattoo yu tu.



Una mia collega ha parecchi tatuaggi che spaziano senza confini dal segno tribale al carattere cinese, dalla decorazione sul giro vita alla coroncina che ruota attorno al dito. Questi tatuaggi sono legati al pensiero di un ex-fidanzato o al diploma o ancora ad altro che non ci è dato sapere. Kaijun, l'ospite cinese, complice la caldazza estiva, non ha potuto fare a meno di chiederle il motivo dietro a quelle scritte: 'vedi, la "i" in cinese è l'iniziale del mio nome, che....'. Eh no, mia cara: non è una 'i'. Tra il divertito e l'imbarazzato le comunica che significa 'vestiti'. Ah. Pazienza, le piacciono anche i vestiti.

'Invece qui, la "m" in cinese è l'iniziale del mio ex...". Eh no, mia cara: non è una "m". E che cos'è, domando allora io curioso. E' un tatuaggio risponde Kaijun, che si allontana sconsolato.
postato da: pois alle ore maggio 25, 2007 20:27 | link | commenti (4) | commenti (4)
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domenica, 13 maggio 2007

Dizionarietto dei luoghi comuni.


Il leader del XXI secolo. Raduna cinquecentomila persone in piazza, per mangiare il gelato.

Dico. Come non detto.

Partito Democratico. Progetto per la rinascita della satira da destra.

Scientology. Chiesa che aveva preannunciato il pensiero di Tom Cruise.

Lettore mp3. Oggetto d'uso comune per non essere disturbati in pubblico.

Cellulare. Oggetto d'uso comune che per una modica cifra dà sostentamento alla carta stampata.

Calciatori. Prodotti della pollicoltura in spazi aperti.

Giro d'Italia. Gara ciclistica dove il vincitore ha per premio accurate analisi mediche.

Ferrari. Scuderia di automobili costose guidata dal presidente di Confindustria.

Confindustria.
Confederazione di gentiluomini che si batte per ridurre le tariffe adottate dai loro lustrascarpe.

[...]
postato da: pois alle ore maggio 13, 2007 03:20 | link | commenti (4) | commenti (4)
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giovedì, 10 maggio 2007

Si chiama ancora marketing?




Signora mia, su Internet si trova proprio tutto.
postato da: pois alle ore maggio 10, 2007 20:40 | link | commenti (1) | commenti (1)
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martedì, 08 maggio 2007

Il mignolo del generale.


Tu, mia piccola escrescenza che squadri il corpo tra est ed ovest. Ti immagino dimenticato dalla Bibbia e senza una pagina sul Wikipedia italiano, senza passato o futuro insomma. Mio piccolo tu, tanto utile al menestrello per pigliare le sue note alte e tanto minuscolo a me. Mi sorprende che la selezione della specie non ti abbia colto impreparato. Mi sorprende che l'essere umano non ti perda nel corso degli episodi di una vita, tipo montare un mobile, nello sbattere di una porta o scambiato e acceso come fossi la prossima sigaretta, per necrosi da zapping o da tasto dx del mouse, perso grattandosi e mai ritrovato, il più intimo tra i regali, etc. - modi per smollarti ce ne sono parecchi, sai? Immagino culture amignole che ti amputano e ass. naz. di pianisti e stenotipisti che ti santificano. Io non mancherò di appenderti sul crocifisso al posto dell'acrobata, nel tardo pomeriggio, a commemorare questa grande guerra che si chiama montare la ruota anteriore della bicicletta. Quanto al resto del corpo: state uniti!
postato da: pois alle ore maggio 08, 2007 10:46 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: web
giovedì, 03 maggio 2007

Un bel locale (per emetofobici).


Stasera non sarò investito dai flash perché questo non è un locale di tendenza. Non è comodo arrivarci perché gli manca un chiaro riferimento geografico e arrivato lì che non saprò mai io come, tutta attorno si stende la pianura buia che pare stai aspettando di vedere arrivare Godot insieme ai Tartari. Ti circonda un'enorme stanza con le pareti rivestite da fogli A3 neri, evidenziando sui muri alcuni schizzi di Banksy e affreschi del Rinascimento che non è stato possibile restaurare in seguito alle alluvioni dell'Arno del 1966 - fuori le vendono al centimetro quadro ma qui non ci si porta a casa neanche quegli Alinari nello scatolone, tantomeno alcolici o cibarie.
La sirena di stasera è tale DJ O'Rourke, con le sue appariscenti scarpe da ginnastica tiene a bada tele acustiche che ti sfiancano che neanche te ne accorgi, anche se dopo un po' neanche te ne accorgi, o almeno pensi, e da quant'è che questo è qui e che sei qui? Sommersi dai suoni, possiamo distinguere l'unica voce umana che ha il permesso di parlare:
D.F. Wallace, dice un cartello più grosso di lui, legge da parecchie ore una frase che pare infinita per via delle infinite digressioni. Siamo raccolti dalle parole del ragazzo uomo, che avrà dieci anni più di me e riesce a commuovermi con il suo ricordo di un bebé morto tra le fiamme, le garze bianche che lo avvolgono, i genitori distratti.
Inizio a sentirmi vecchio a forza di questo continuo assimilare, e non dovrei recensire locali atipici: cerco nella tasca quel grosso tomo sull'ecologia della mente, non ricordo chi l'ha scritto e non ricordo dove l'ho messo e sono colto dall'improvvisa smania di ricordare tutto. Vengo avvicinato in evidente stato confusionale: D.F. Wallace mi ricorda che il nero lo si scompone lentamente e fissare pareti nere che un tempo erano specchi è un gioco cupo e che richiede pazienza. DJ O'Rourke, prima che abbandoni questi spazi, mi ricorda che la chiusura settimanale è il lunedì.
postato da: pois alle ore maggio 03, 2007 23:16 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: temporagno